È il 1537, l'anno d'inizio della terza guerra veneto-turca che alla Repubblica causò gravissime perdite nel Mediterraneo. Venezia tiene in gran conto la difesa militare dei suoi confini, anche in considerazione dei rumori di guerra che sono presenti anche in Europa, come il conflitto tra Carlo V e Francesco I. Feltre è una città di confine, e l'aspetto difensivo urge più che altrove.
Nella sua relazione al Senato veneto, datata 19 luglio di quell'anno, il rettore di Feltre uscente, Leonardo Zantani, non manca di sottolineare la necessità che il capo delle ordinanze feltrine, Bernardo Vilmercato avesse da risiedere fisicamente in città, presso i suoi sottoposti al fine di istruirli e disciplinarli a dovere. Scrive infatti che ritiene "cosa piui che necessaria esser al tutto proveder che il capo de le ordinanze feltrine, Bernardo Vilmercato habitar dovesse con il sergente suo, in ditta Cittade, iuxta li ordini et mandati di Vostra Sublimità, acciò potesse instruer et ben disciplinar esse gente, del tutto inexperte"
Dopodiché prosegue sottolineando la necessità di provvedere anche alla materia prima necessaria per l'istruzione e la disciplina delle ordinanze, cioè il piombo e la polvere da sparo: "et a questo necessario esser de proveder che havesseno il polver et piombo, imperhò che impossibile senza l’uno et l’altro potersi mai exercitarse et consequenter male in alcuna occorrentia de loro prevalersi."
Da ultimo, il creativo uomo di Venezia, fa una proposta: due bei palii di archibugi da cinque ducati l'uno, per stimolare nei feltrini un po' di passione per le armi. "Et per inanimar quelli a tal necessaria disciplina, existimo che cosa expediente saria far trazer per quelli doi palij al anno, de valor et pretio de ducati 5 l’uno, che a sattisfattion sariano, in doi tempi, l’uno da San Marco, et l’altro da San Vettor, o como meglio apparesse a Vostra Sublimità, il che facendo ben poi sperar si potria ogni bon servitio da loro. Il danaro de li quali palij trazer si debba de le pontature de essi archibusiarj, che alle mostre ordinarie non vengono che sono de soldi XX per cadauno absente, salvo sempre iusto impedimento, le qual de tempo in tempo si farano."
Suggerisce lo Zantani di usare come risorse monetarie per i due palii, i soldi spettanti agli archibugieri che non si presentano alle esercitazioni ordinarie: venti soldi per ogni assenza.
Testo tratto da “Relazioni dei rettori veneti in terraferma II - Podestaria e Capitanato di Feltre” - Istituto di storia economica dell'università di Trieste – Dott. A. Giuffrè Editore, 1974 - Milano
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