martedì 27 dicembre 2022

Feltre

 Feltre 

All’incrocio fra il residuo fantasma della Serenissima e quello del Sacro Romano Impero, all’incontro fra i resti sparuti del Regno Sabaudo e dell’Austria-Ungheria, fra l’Italia Fascista e il Reich dei nazisti, fra i partigiani e i tedeschi e gli americani con le gomme fra i denti, tra l’Europa d’Oriente e quella d’Occidente ci sono le Vette. Le Vette e le Prealpi. 

Le Vette sono rocce crude che calano a picco sulle vallate, sono creste di gallo, corone regali; sono mostri pietrificati dagli dèi quando ancora la Terra era giovane, ed era il tempo dei miti. Le Vette sono i Giganti e i Titani congelati dallo sguardo di Dio.

Le Vette sono vecchie sussiegose, che si tengono stretti i loro segreti, gelose di sapere e di non dire. E  nascondono in grembo i misteri: il Mazzarol, l’On Selvarech, le  Vane e il Badalis.

Ci sono poi le Prealpi, che sono ancelle premurose, custodi alle porte della pianura. Serve umili e fedeli che tengon lontani i foresti, che intimoriscono i pavidi. Frontiere contro un futuro insidioso, che di solito sale da sud. 

I boschi le coprono entrambe, come uno scialle, e coprono le valli alpine e le vallette dentro alle quali scorrono cantando ripidi ruscelli, giovani fiumi, veloci e sassosi torrenti. 

Tra i monti boscosi delle Prealpi e le nude rocce delle Vette, ai piedi del paterno Tomatico, c’è una vallata. È la vallata Feltrina. Punteggiata di campanili e di piccoli borghi, disseminata di ville, di campi e di boschi, è una conca verde tra le Alpi e le Prealpi. Feltre è il suo cuore.


Feltre è una piccola tormentata signora; il tempo e la storia le hanno dato innumerevoli dolori, e cicatrici che chi sa può ancora vedere. Quanti i figli che ha pianto, e quanti i figlie che hanno pianto per lei. che hanno pianto vagando tra le rovine, fra le sue ossa, le sue carni straziate, fra i suoi resti fumanti di roghi. Quanti i dolori! 

E però Feltre ogni volta tornava. Come la Fenice sapeva tornare al suo posto. 

E come una mamma cullava i suoi figli, e li cingeva con l’abbraccio protettivo delle sue mura. Dormite piccoli miei, veglio io su di voi, dormite tranquilli, che ho chiuso le porte, che ho le mura alte e ben guardate. Dormite che dalla torre veglio su di voi.

Feltre si allarga d’intorno timorosa, prudente, si spande in villaggi e frazioni, in case sparse e villette. E mostra orgogliosa  le sue dimore più antiche, ma senza esagerare. Feltre è una piccola e graziosa signora. 

Feltre sorge ai piedi delle Alpi, nel cuore del mondo. E nel cuore di Feltre c’è una collina, è la sua cittadella. Ha le mura sbrecciate, è l’antica rocca dei Reti, la città dei Romani, dei Longobardi, dei Franchi. È la roccaforte imperiale, baluardo contro il nemico. Città di frontiera, Feltre. Sulla cima si alza il castello turrito, sembra un padrone che guardi ai suoi campi. È il castello del re Alboino. La gran guardia delle montagne.

Feltre è una fortezza in assedio perenne. Assediata da nord dai feroci Alemanni, assediata da sud dai Romani voraci. Assediata dal suo passato non meno che dal futuro, resiste al suo tempo. Ha resistito agli eserciti invasori, ai barbari germani, ai Goti, ai Longobardi e ai Franchi. Ha resistito ai Trevigiani e ai Belumatti. E ai tedeschi e ai francesi. Ed è stata cento volte sconfitta e cento volte rifatta e ogni volta ha rialzato le mura per i nuovi nemici. Feltre è una fortezza in assedio perenne.


I grandi di oggi

 Tra i grandi della cultura contemporanea s’innalzano come vette, alcune figure imponenti: vere stelle di luce purissima, veri epigoni del sapere, dell’arte, della politica, del giornalismo e della poesia. Uomini e donne dall’incommensurabile valore, maîtres à penser, profondi pensatori dotati di una mente eccelsa.

Tra i principi dell’arte drammatica, mai e poi mai potremo dimenticare il grandissimo Alvaro Vitali, l’attore che tanto lustro ha dato al nostro cinema nel mondo, né possiamo scordare la grandezza di Valeria Marini, autentico gioiello di espressività e di convincente recitazione.

Tra le grandi figure della politica emerge gigantesca quella di Renato Brunetta detto “Il Grande” o anche “Il Riformatore”, uomo dalle immense capacità e dall’inenarrabile statura morale, e con lui la celebrata Maria Stella Gelmini, che insieme a Letizia Moratti, ha provveduto a rendere perfetta la scuola del nostro paese.

Invece tra coloro che hanno dato gran meriti alla categoria dei giornalisti, ecco spiccare le preziose persone di Emilio Fede e di Michele Santoro, gli indiscussi paladini dell’obbiettività informativa.

Nondimeno anche in letteratura abbiamo degli autentici campioni: come non riconoscere il valore capitale di Federico Moccia, di Fabio Volo, di Melissa P., di Luciana Litizzetto e di pochi altri di tale livello?

E nella musica? Anche nella musica vi è chi giganteggia: gli Zero Assoluto, tanto per fare un esempio, ma anche tanti e tanti altri.

Anche la scienza continua a dare il suo contributo con eccellenze di tutto rispetto: ed ecco dunque il nome di Giacobbo, conosciuto nel modo come “l’Uomo dei Misteri”, e Alberto Angela “Angela il Giovane” universalmente noto come il figlio di Angela il Vecchio.

I secoli futuri guarderanno a noi con invidia, pensando a tanta fortunata coincidenza di arte, cultura e intelligenza. Siamone orgogliosi, sì, ma non dimentichiamo di essere anche umili, perché, in fondo, noi umani mediocri abbiamo ben poco merito in tanta grandezza. 


Il Padre Nostro e altre preghiere in feltrino

El segno de la cross Te'l nome del Pare,  del Fiol e del Spirito Santo Amen  Pare nostro Pare nostro che te sé te i cieli el sìe santifi...