Trascrizione tratta da
Storia di Feltre del P.M. Antonio Cambruzzi vol. III c 6
Feltre, P. Castaldi ed. 1875
10 Nel mezzo del distretto risiede sopra aprico poggio la città di Feltre, rinserrata d’'ogni intorno da forti mura, sebbene dalla parte settentrionale per l’ingiuria de’ venti aquilonari e boreali sono le mura stesse in gran parte diroccate, alla parte però meridionale si mantengono robuste ed intatte. Non è il recinto della città molto grande in riguardo all'angustia del colle, che tutto lo circonda sino al piano fuori che dalla parte d’oriente, che resta un tratto di pendice, che, sebbene non cinto di muro, è però pieno di abitazioni e così viene ad essere abitato tutto il rilevato del colle dalla sommità del medesimo sino al piano; alla parte però del settentrione essendo il colle molto pendente, sottoposto a’ venti boreali e nell'inverno privo de’ raggi solari, non presta comodo di fabbricarvi abitazioni.
Tieni la città all'intorno al piano del colle all'oriente, a mezzogiorno e a ponente, borgate, contrade piane d’abitazioni con chiese, conventi, palazzi ed altri nobili edifici, che unitamente con la città formano un recinto abitato più di due miglia. All'oriente vi è il borgo della Ruga, che è quel lungo tratto di continuate abitazioni che si estende sino alla chiesa di Loreto, situata in capo della strada del medesimo, e si chiama col nome di Ruga per essere stato per l’addietro quartiere di soldati rughi. Dietro a questo viene il Borgo della Unniera, che è quello che si estende verso tramontana, così detto dagli Unni, che primi abitarono, come altrove si è detto.
Nel recinto di questi borghi restano comprese tre chiese, cioè quella di Ognissanti con un convento spazioso annesso abitato da’ Padri Ermitani di Sant'Agostino, un'altra chiesa con un recinto monastico, ove stanziano alcune divote donne assieme viventi, e si chiamano le Dimesse; v’è per terzo la chiesa di Santa Maria di Loreto, fabbrica nuova, vaga e di devozione.
Verso Scirocco v’è' il Borgo di Tortesegno, ed a mezzo giorno i borghi di Nassa e di Sant’Avvocato, nel recinto de’ quali, si veggono sontuosi templi e monasteri, cioè il tempio primario della Cattedrale, fabbrica antichissima, che vanta il titolo di primogenita in tutto il mondo, che fosse dedicata al principe degli Apostoli dal discepolo di lui Prosdocimo.
La chiesa di Santa Maria del Prato, fabbrica bella e sontuosa con l'aggiunto convento che viene abitato da’ Padri Minori Conventuali di San Francesco.
La chiesa nel monastero di Santa Chiara, ove stanziano monache dell'Istituto della medesima Santa.
La chiesa e Monastero di San Pietro, nel quale abitano Le Monache della regola di Santa Monica.
Vi sono pure le chiese di San Lorenzo, ove risplendente di prodigiosi miracoli Si mira la immagine della Beatissima Vergine, e risiede in questa il fonte battesimale; la chiesa di Santa Croce della compagnia de’ Disciplinanti, e la chiesa dell'oratorio dedicata all'Annunziata, ove si riducono molte divote persone.
Seguitano a ponente i borghi di Porta di qua del fiume Cormeta, e di là del fiume medesimo quello delle Tezze, ove risiede la chiesa e il monastero della Madonna degli Angeli, abitato anche questo da monache di Santa Chiara. E in fine dello stesso la chiesa di Sant'Orsola con l'annesso recinto di abitazioni in foggia di monastero, dove abitano insieme unite alcune pie donne chiamate Orsoline.
Lungi da questo borgo due stadii verso ponente, si vede la chiesa e convento di San Spirito de’ Padri Minori Riformati, e due altri stadii più sopra verso tramontana, v’è il borgo di Farra, con molte abitazioni.
È la città di forma ovale, lunga non più di mezzo miglio, e la metà larga con una forte rocca o castello situato nell'eminenza maggiore del colle alla parte di greco tramontana, che restava ristretto a settentrione da due elevate torri, con una torricella per conservare le munizioni nel mezzo, le quali però a’ giorni nostri distrutte, altro vestigio non lasciano che un abbattimento del tempo, fiero nemico delle più arredate fortezze e delle spoglie d’una pace lungamente goduta, non minore nemica delle esterne fortificazioni d’una città. Risiede nel mezzo un palazzo, nel quale si veggono quattro saloni ripieni d'armi di offesa e di difesa con tanta diligenza conservate e con tal vaghezza disposte, che fanno restare meravigliati chi le mira.
S’innalza nel castello stesso una smisurata torre di dove si domina non solo la città, ma anche tutto il distretto, onde serve per fare la guardia acciò non resti sottoposta al fuoco.
Si trovano nell'angusto recinto della città cinque sole chiese, cioè la chiesa di San Stefano situata sopra la pubblica piazza, la chiesa di San Rocco, posta nella parte superiore della medesima sopra le fontane molto comode alla città, la chiesa di San Giacomo nella contrada di Mezzaterra, la chiesa della Trinità posta nella contrada della Turrigia, poco lungi dalla Porta orientale della città, la chiesa di Santa Maddalena situata dentro il castello.
Viene la città irrigata da molte nobili fontane, che spargendo di continuo limpidissime acque, apportano non poco comodo gli abitanti; la principale da dove le altre procedono, è quella che si mira in capo della Piazza Maggiore avanti la chiesa di San Rocco, di bellissima prospettiva e di viva pietra fabbricata, dalla quale sgorgano abbondantissime acque.
Da questa per bipartiti sotterranei cannoni di legno si trasportano le acque per la città ad altre fontane, e prima nel palazzo pretorio, ove non solo serve per l'uso medesimo, ma anche per comodo degli abitanti in quelle vicine contrade; si porta dipoi alla fontana di Mezzaterra sopra la piazzetta avanti il palazzo de’ Faceni, fabbricata di pietra in forma rotonda con una colonna nel mezzo, di dove zampillano da quattro parti le acque; più a basso sopra la piazzetta del Mercato Nuovo c’è un'altra consimile fontana di pietra rotonda, che continuamente gettando acqua, serve per uso di quelle vicine contrade. Sotto la torre situata nelle mura della città verso il borgo di Santo Avvocato, si mira un'altra fontana edificata di pietra, alla quale si conducono le acque, Ma resta ora la medesima esausta; e nella piazzetta vicino alla chiesa di Santa Chiara nel borgo stesso di Santo Avvocato, vi era pure un'altra fontana; ma questa di presente più non si vede.
Dall'altra parte della Porta Orientale, ma assai umile e positiva, e nel Borgo vicino appiedi del colle nel mezzo della strada sopra la crociera del borgo stesso, se ne mira un'altra di figura Rotonda come le altre due di Mezzaterra e di Mercatonuovo, che di continuo getta acqua.
Si vedeva pure nella piazzetta vicino alla chiesa di Ognissanti un'altra fontana di pietra, ma questa levata, furono le pietre stesse convertite in altro lavoro.
Abbonda la città di molti pozzi e di una cisterna di straordinaria grandezza, che divisi per le contrade pubbliche della città e borghi, servono di gran comodo, oltre moltissimi altri pozzi e cisterne, che si trovano nelle private case dei cittadini, da’ quali resta la città in ogni tempo provvista di acque bisognevoli. Viene levata l'acqua, che serve per la prenominate fontane, lungi dalla città circa tre miglia verso tramontana, sotto la villa di Carpene, e per mezzo di cannoni di legno condotta alla città, ascendendo il rilevato del colle, dietro la chiesa di San Rocco in altezza di passi trenta circa, e si porta alle fontane di Piazza, riempiendo prima tutto quel vacuo che si contiene sotto la piazzetta avanti la chiesa di San Rocco, e servono l'acque qui radunate in occasione di fuoco di non piccolo comodo della città, e per mantenimento di queste, viene deputato uno con annuo stipendio con titolo di Fontanaro. E sono pure molte altre fontane di acque sorgenti, come la fontana vicino al ponte del Rivolo o Laurico dietro il convento di Ognissanti, la fontana di Canale nel borgo di Tortesegno, la fontana di Seguaena sotto le mura dell'Ospitale della Madonna, la fontana sotto il luogo del Bersaglio e l'altra che sorge sotto le mura della città, vicino al Baloardo poco lungi dalla Cattedrale, e la fontana che si vede per andar alla chiesa di San Paolo, tutte di acque limpidissime, salubri e perfette, ma soprattutto quella di Saguaena e di San Paolo, le acque delle quali sono di tanta perfezione e bontà, che vengono dai medici, al tempo dell'estate, liberamente permesse agl’infermi, e frequentate in quel tempo da sani con molta loro soddisfazione, né queste in alcun tempo si vedono giammai deficienti.
11 Sì allarga nel mezzo della città una assai spaziosa piazza lastricata di mattoni con vive pietre attorno, ove si erge sopra una colonna di marmo un leone alato di pietra indorato, insegna dell'imperio felicissimo che sopra la città tiene la Serenissima Repubblica Veneta; poco lungi da quella, sopra altra colonna di marmo, si vede innalzarsi una antenna, sopra della quale, ne’ tempi destinati, si spiega lo stendardo della Repubblica o de’ Rettori. Viene questa piazza circondata da chiese, da palazzi e da altre fabbriche pubbliche, da portici, da case e da abitazioni onorevoli di privati cittadini, nella quale si entra da molte parti per sette pubbliche strade; e da una parte di questa si Mira il palazzo pretorio, vago, spazioso e bello, con sale ampie e da abitazioni onorevoli per comodo alloggio de’ rettori, che ogni sedici mesi vengono di Venezia dell'ordine Patrizio a reggere la città. Contiguo a questo s’innalza il palazzo del Comune, fabbrica sontuosa, ove alla parte di sotto vi è il luogo da tenere ragione e le cancellerie sì pretoria, come della città, per scrivere gli atti e per conservare le pubbliche scritture; nella parte superiore vi è un salone vago e comodo, ove si congrega nell'occorrenza e il Consiglio maggiore della città per trattare le faccende più importanti della medesima, e nel fondo dello stesso, vi è il fontico o granajo per conservare le biade ad uso della città. Unito a questo si contiene l'archivio de’ notai della città, ove conservano le pubbliche e scritture ed altro spettante al loro Collegio, e quivi convengono i medesimi a trattare le cose concernenti il loro ufficio. Per la città e nei borghi ci sono molti palazzi de’ privati cittadini, vaghi, sontuosi e comodi che troppo lungo sarebbe volerli tutti a minuto descrivere; fra i quali risplende il palazzo episcopale situato dentro nel recinto della città in luogo isolato, fabbrica considerabile non solo per il comodo delle abitazioni per l'estate ed altri tempi, ma anche per la disposizione del medesimo per le abitazioni aggiustate per l'uso dell'inverno con una spaziosa e regia sala dove all'interno si mirano dipinte le effigi di molti vescovi, che con le loro virtù, esemplarità e santi costumi hanno illustrato in diversi tempi la città, de’ quali altrove, come di altri eruditi soggetti, così ecclesiastici come secolari, ne sarà fatta la dovuta menzione.
12 Si trova la città descritta in quattro porzioni o quartieri, cioè nel quartiere di San Stefano, di Castello, di Portoria e del Duomo. Si estende il quartiere di San Stefano dalla Piazza e chiesa del Santo medesimo verso Ponente sino al borgo delle Tezze, contenendo tutto quel tratto di abitazioni che si trova per mezzo la terra verso settentrione sino alle mura della città, e proseguendo più oltre, comprende mezzo il borgo di Porta e la metà del borgo delle Tezze, che verso tramontana si estendono insieme col borgo di Farra.
Il quartiere di Castello, cominciando pure nella Piazza, comprende tutte quelle abitazioni che sono situate verso settentrione nella contrada di Portoria fino alle mura della città, con tutto il Castello, e proseguendo fuori della città, contiene quella parte di case che si estende a mano sinistra sino alla chiesa di Loreto, comprendendosi in questo il borgo dell’Uniera.
Il quartiere di Portoria principiando in piazza dalle case vicine al Palazzo ed estendendosi per la contrada, comprendendo il rimanente delle abitazioni che si trovano a mano dritta verso mezzogiorno, e continuando per il borgo sino alla chiesa di Loreto, inchiude tutta quella parte che riguarda all’ostro con i borghi di Tortesegno e di Nassa sino alla crociata della medesima contrada.
Il quartiere del Duomo, incominciando pure dalla Piazza del palazzo pretorio e scorrendo per la contrada di Mezzaterra, contiene tutto quel tratto di abitazioni che torna verso mezzogiorno, e continuando fuor dalla città, comprende il rimanente de’ borghi di Porta e delle Tezze, quello cioè che si trova a mano sinistra verso ostro e ritornando addietro include la contrada di Santo Avvocato e tutto ciò che contiene sino alla crociata del Borgo di Nassa.
E ritornando dove partì, ripiglio la storia.