Tralasciando i dati leggendari, si può ricostruire come segue la vita della santa: ella nacque a Scheps (e non ad Olmen come qualcuno vorrebbe) che un tempo era stato centro, ma allora era, già da molto, quartiere di Baelen, villaggio della Campine anversana. Pare che suo padre fosse, se non un nobile, almeno un ricco proprietario terriero, allevatore di cavalli, che disponeva di numeroso per sonale libero e servile. La pia madre ispirò alla fanciulla i sentimenti più cristiani, e Odrada., per quanto più volte richiesta in matrimonio, preferì rimanere la verginale sposa di Cristo.
La morte precoce della madre pose fine alla sua felicità familiare, perché il padre si sposò nuovamente e la matrigna fu con lei molto dura. Sotto l’influenza della moglie il padre fece altrettanto e, ben presto, questa odiosa situazione esplose. Un giorno tutta la famiglia, padroni e servitori, si preparavano a recarsi a Millegem, villaggio vicino, per partecipare alla festa della Dedicazione; si tenne così poco conto della giovane Odrada che per lei non rimase più alcuna cavalcatura. Ma la fanciulla non si perdette d’animo e andò a scegliersi un bel cavallo bianco, ancora indomo, nel recinto di suo padre e, al suo avvicinarsi, l’animale diventò placido e docile e così la giovinetta poté raggiungere al più presto la famiglia stupefatta. Questo fatto straordinario venne interpretato come una prova della protezione divina; il padre si accorse della santità della figlia e le chiese perdono. Poco tempo dopo Odrada si ammalò e mori santamente.
Il suo corpo fu trasportato ad Alem, villaggio posto oltre sessantacinque Km. a nord di Scheps, sulle rive della Mosa, nel Brabante olandese. La spiegazione data dalla leggenda per questo lungo viaggio non è ammissibile e pertanto il vero suo motivo rimase misterioso. Sulla tomba di Alem fu edificata una chiesa affidata ai canonici e ben presto visitata da numerosi pellegrini. II corpo rimase intatto fino al 1617.
Rimane da accertare l’epoca in cui Odrada visse; alcuni autori propendono per il sec. XI, perché la chiesa di Alem daterebbe da quel tempo, ma vi sono soltanto degli indizi dell’esistenza di due chiese, l’una, parrocchiale, dedicata a s. Uberto, e un’altra, più antica, poi scomparsa, che conteneva la tomba di Odrada. Le vestigia di questo edificio sono irreperibili, probabilmente inghiottite dalle periodiche inondazioni della Mosa, giacché Alem si trovava su di una pericolosa ansa dei fiume. Sembra perciò preferibile stabilire l’epoca al sec. VIII, perché, i testi agiografici, relativi alla santa, sebbene medievali, contengono locuzioni e periodi decisamente merovingi. Alcune usanze, infatti, ricordano la stessa epoca: ad esempio, il fatto che le vergini consacrate a Dio rimanevano in seno alia famiglia; l’altro fatto che la verginità era considerata di per sé una prova di santità (e ciò fa pensare ad un popolo convertito di recente); i recinti di cavalli selvaggi; le fonti miracolose di Scheps e di Millegem, indubbiamente pozzi battesimali all’epoca della cristianizzazione, ma più tardi collegati erroneamente alla memoria di Odrada, ecc.
Il culto di questa santa, la cui festa e fissata al 10 nov., e localizzato nei villaggi di Baelen, Alem e Millegem. Il popolo invoca la santa per le malattie d’occhi, infezioni del bestiame e per ottenere la pioggia in tempi di siccità
Iconografia.
Odrada è rappresentata a cavallo, recante in mano una leggera fronda di tiglio per guidare e incitare la sua indocile cavalcatura. Tale si vede nella chiesa di Baelen in una bella scultura lignea dell’artista moderno J. Jacobs; così è pure rappresentata in una statua lignea dei sec. XVII nella chiesa di Millegem. A Scheps si vede la santa in piedi vicino al cavallo, che si inginocchia docilmente ai suoi piedi.
Bibl.:
J. Coene, Het Leven van de H. Maghet Odrada, Anversa 1688; Officium Sanctae Odradae, ed. L. Schutjes, in Geschiedenis van het Bisdom’s Hertogenbosch, Bois le Duc 1873, pp. 345 sgg.; Acta SS. Novembris, II, 1, Bruxelles 1894, pp. 57-69 (testo della Vita con i com¬ menti dei De Smedt); E. Geboers-F. Van Olmen, De H. Odrada van Baelen, Malines 1898; H. Van de Weerd, Wanne er leefde de H. Odrada van Baelen, in Ons Geestelijk Erf, II (1928), pp. 77-99; Vies des Saints, XI, p. 100; M. Koyen, Sinte Odrada van Scheps, Tongerloo 1955; W. Lampen, in LThK, VII 2 , coi. 1103.
Karel Van den Bergh
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Il Martirologio Romano pone la memoria della santa di Balen al 3 novembre, elencata al X° posto:
“Ad Alem nelle Fiandre, nell’odierna Olanda, deposizione di santa Odrada, vergine.”
Fonti:
1. Bibliotheca Sanctorum;
2. Martirologio Romano [ISBN 978-88-209-7925-6]

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