«…Onde vedendo inevitabile il dominio di questo principe, spedirono i Feltrini ambasciatori ad offrirgli la patria, con isperanza di guadagnarsi l'affetto del nuovo Signore. Furono cortesemente accolti i nunzi ed accettata l'esibizione dal Conte di Virtù; vennero ben tosto i suoi ministri a Feltre, di cui a’ 7 di dicembre di quest'anno ricevettero solennemente il possesso. Fu applaudito con segni di giubilo il nuovo dominio, decretandosi in consiglio, che ogni anno in avvenire dovesse festeggiarsi tal giorno con pubbliche preci, coll'assistenza del clero, rettore e popolo della città alla chiesa cattedrale, oppure a quella di Ognissanti, secondo il volere del rettore e che nello stesso giorno si corresse co’ cavalli un pallio del valore di quindici ducati d'oro, di cui ne fu registrata particolare memoria nel libro III degli Antichi Statuti della città in questo tenore…
Stabiliamo a lode e gloria di Dio onnipotente, della gloriosa Vergine Maria sua Madre e dei beati apostoli Pietro e Paolo, e dei martiri Vittore e Corona protettori di questa lodevole città di Feltre e di tutta la curia celeste, ad incancellabile memoria, che sia venerabile e solenne il giorno di di Sant'Ambrogio, che fu il settimo giorno del mese di dicembre del 1388, nel quale solennemente i nunzi e legati del serenissimo principe e nostro signore, il signor Galeazzo Visconti Conte di Virtù, signore di Milano, furono introdotti dai cittadini e dalla Comunità di Feltre nella predetta città di Feltre, e gli stessi nunzi e legati del predetto magnifico ed esimio signor nostro e per lo stesso magnifico signor nostro riceventi dai predetti cittadini e comunità la predetta città di Feltre fu portata sotto il dominio, protezione e il governo del magnifico ed eccelso nostro signore ad eterna memoria del suo venerabile e lodevole dominio, per ogni anno in perpetuo nella predetta solennità di Sant’Ambrogio da tutte le scole della città di Feltre sia fatta una processione con tutto il clero e il popolo di detta città e con il podestà e la sua famiglia una processione all’ora di messa alla chiesa maggiore oppure alla chiesa di Ognissanti come vorrà stabilire il signor Podestà, con candele e con offerte solenni e in quel giorno sia posto un palio di quindici ducati d'oro affinché si corra con i cavalli. »[1]
[1] traduzione dal latino di Michele Balen
Cfr: A. Cambruzzi in “Cambruzzi -Vecellio – Storia di Feltre”, Castaldi ed. Feltre 1873: vol. II c. quarto.
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