lunedì 21 agosto 2023

di Venezia città e della marca veneta

Per lunghi secoli, fin dall'età dei longobardi, la Laguna veneta e la città che da essa si era formata, erano state un mondo a parte, estraneo alla vita della marca. Venezia era un pezzo di Bisanzio adagiato presso le coste venete, Oriente in tutto, tranne che nella collocazione geografica. Mentre la terraferma aveva vissuto le vicende del continente, subendole o partecipandovi con protagonismo, la laguna si era estraniata, mantenendo con l'Europa un rapporto quasi esclusivamente commerciale.

Il Trecento, il secolo degli scismi papali, il secolo del grande terremoto, il secolo della grande peste, il secolo delle signorie e dei conflitti crudi e diffusi, si concludeva anche per Venezia in modo poco sereno. La marca, per i veneziani l'entroterra, punto di mercato e di snodo delle merci dirette in Europa era un luogo turbolento, soggetto a signorie dinamiche e aggressive, a potentati di grande calibro quali l'impero, il regno di Francia e il papato.

Venezia, sempre più isolata, si rende conto di non contare nulla sullo scacchiere italiano. Per la Repubblica diventa necessario dunque mutare i rapporti politici nel continente ed inserirsi con peso ed autorità nelle questioni italiane. Ciò permetterà alla città di controllare il proprio mercato interno e di difendere la prorpia economia com maggior garanzia di successo.

Dal Trecento al tardo Quattrocento la politica continentale di Venezia si fa oltremodo aggressiva, fino alla reazione dura e implacabile del 1509 ovvero della Guerra di Cambrai. La città lagunare tra il 1403 e il 1420 acquistò un vasto territorio nell'entroterra. Nel 1404 si dettero a Venezia sia Feltre che Belluno.

Venezia sa dunque approfittare dei numerosi conflitti che tormentano la marca, della morte del Visconti, dell'impopolarità dei Carraresi, per imporre il proprio dominio. Per far ciò fa uso oltre che dell'esercito, anche di una sottile diplomazia, convincendo i cittadini, in particolare i mercanti, dei vantaggi che avrebbero tratto per la loro città in caso di sottomissione alla Repubblica.

In effetti, il dominio veneziano fu incentrato sui centri urbani e sul ceto cittadino, ne furono svantaggiati i nobili feudali e le campagne, che dovettero assoggettarsi ancor più alla città e mutare di natura. Segno di tale politica fu la distruzione dei castelli privati e la fortificazione della città.

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