lunedì 21 agosto 2023

della cattedrale di Feltre

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Pietro Apostolo è l'edificio di culto più importante della città di Feltre ed è stata cattedrale dell'antica diocesi di Feltre fino alla soppressione disposta dalla Congregazione per i Vescovi il 30 settembre 1986.

Storia

La fondazione della cattedrale di Feltre avviene, in epoca Romano-imperiale (V-VI secolo), nei pressi di una zona urbana già densamente edificata e di provato uso cultuale.

Ad una probabile cappella iniziale, o ad una domus ecclesiae di modeste dimensioni, fa seguito il complesso religioso costituito dalla basilica maggiore dedicata a san Pietro, dalla basilica minore di san Lorenzo e dal battistero circolare, i cui resti sono oggi conservati nell'area archeologica sottostante il sagrato. Alle chiese erano annesse fin dall'VIII secolo la domus episcopi voluta dal vescovo Endrighetto da Corte e la domus canonici. Si conosce assai poco degli edifici che dal V-VI al X secolo si sono succeduti, l'uno sulle rovine dell'altro, ad ogni ricostruzione della martoriata città.

Pochi resti lapidei, attualmente depositati presso la cripta, fanno supporre l'avvenuta esistenza di almeno una chiesa Veneto-bizantina e di una di età barbarica-altomedievale.

Con il X secolo il complesso risorse in forme romaniche e divenne il centro cultuale ed artistico presso il quale ebbero sede i vescovi-conti di Feltre, vassalli imperiali. Della chiesa romanica, più volte distrutta e ricostruita, rimangono la cripta (composta però con elementi architettonici Romani, bizantini ed altomedievali), buona parte dell'antico abside quadro, trasformato in presbiterio nel XV secolo, ed una monolitica cattedra episcopale del XIII secolo appartenuta al vescovo Adalgerio da Villalta.

Dal '300 al '400 sono numerosi gli interventi di ampliamento e di decorazione dell'edificio. Si fabbricano nuovi altari e nuove cappelle, si affrescano pareti e vi si appongono lapidi e stemmi nobiliari e vescovili. Si restaura inoltre la torre campanaria di San Michele e, al termine del XV secolo, oltre a buona parte degli annessi e delle sacrestie, si edifica anche la preziosa abside gotica poligonale in conci bianchi.

Il 1510 vede la rovina dell'intera città, distrutta dalle armi della Lega Cambraica al seguito di di Massimiliano d'Austria e, nondimeno, quella della cattedrale ridotta ad un cumulo di macerie, salve soltanto le absidi.

La ricostruzione dell'edificio in forme rinascimentali si protrae con lentezza fino agli anni Ottanta dello stesso secolo (1514-1585). Importanti modifiche all'assetto della "maggior chiesa" feltrina sono eseguite anche in seguito al Concilio Tridentino; è tra queste che si colloca la realizzazione delle attuali navate laterali ottenute con la fusione delle antiche cappelle.

Degna di nota per il '500 è la presenza di Tullio Lombardo nella costruzione del monumento sepolcrale di Matteo Bellati protomedico veneziano, eretto presso il presbiterio.

Nel '600 furono eseguiti alcuni lavori di restauro alla facciata e di decorazione alla cappella del Santissimo Sacramento. Si ebbe inoltre la realizzazione delle volte a crociera nella navata centrale, per volontà congiunta del vescovo Bartolomeo Gera, del Capitolo, della Comunità, del Monte di Pietà e del nobile Francesco Angeli. Anche il campanile, innalzato nel 1392, fu restaurato e dotato di una nuova cella campanaria nel 1690.

Nel 1729 un verbale del Capitolo dei Canonici registra il privilegio papale che concede alla cattedrale feltrina di anticipare le funzioni della notte di Natale alla sera della vigilia.

Nel 1766 il Capitolo acquista l'attuale organo a due tastiere, opera maggiore del celebre organaro veneziano Gaetano Callido; dal 1751 al 1800, anno di sua morte, presta servizio in qualità di organista e maestro di cappella il veneziano Giovanni Battista Maffioletti, compositore di pregevoli brani di musica sacra in buona parte ancora conservati presso l'archivio capitolare.

Il XVIII secolo termina con l'accurata spoliazione degli argenti, operata dai militari napoleonici che dispongono di fare della chiesa un alloggio per le truppe e una sala per le pubbliche assemblee. Nel secolo successivo, nuovamente consacrata, la cattedrale torna ad arricchirsi di oggetti come la preziosa croce lignea tardobizantina, proveniente dal convento di Santo Spirito, ed il braccio del beato Bernardino, dono della chiesa di Pavia alla chiesa feltrina.

Al termine dell'Ottocento, nel 1894 un intervento di restauro dell'ingegner Giobatta Sanguinazzi trasforma irrimediabilmente facciata seicentesca con l'aggiunta di un timpano neoclassico e di guglie e la riapertura dell'antico rosone gotico.

Dal 1938, dopo secoli di oblio, è resa nuovamente agibile l'antica cripta romanica, murata fin dal '500, e con essa si recupera un interessante frammento di storia del più importante monumento della città.

Esterno

La facciata è semplice, a salienti, ripartita secondo l'ordine interno delle tre navate e impreziosita da un graffito attribuito a Lorenzo Luzzo che raffigura la Madonna in trono tra i Santi Vittore e Corona. La conclude verso l'alto un timpano neoclassico mentre un rosone ne decora la parte centrale.

Il sagrato copre un'area archeologica in cui sono visibili interessanti resti archeologici: tra essi un lastricato di una strada urbana di età imperiale, fondazioni di botteghe, alcune sale mosaicate appartenute a edifici civili pubblici e privati, i resti di un antico battistero circolare e una fondazione altomedievale.

A monte dell'edificio è la chiesetta battesimale della Madonna del Rosario, già anticamente di San Lorenzo. Conserva un fonte battesimale monumentale del XIV secolo. Nell'abside barocca dal ricco rivestimento di marmi policromi è la pala del Rosario, singolare opera seicentesca in legno dipinto, e opere di Domenico Falce. Resti di età romana nel sotterraneo.

A sud dell'edificio le sacrestie di edificazione rinascimentale e la canonica, nonché l'oratorio dell'Annunciata dal pronao neoclassico e dal bel soffitto a cassettoni lignei dipinti.

Interno

Le tre navate dell'edificio sono segnate da corposi pilastri ed arcate di ampio respiro. Verso oriente per una spaziosa scalinata si accede alle absidi e al presbiterio.

Gli altari posti lungo le navate laterali sono dieci e custodiscono opere di Pietro Marescalchi, Francesco Terilli, Domenico Tintoretto, Domenico Falce, Francesco Frigimelica, Agostino Ridolfi, Paolo Dal Pozzo, Francesco Agosti e Ruggero Rossi.

Il presbiterio è impreziosito dalla cattedra vescovile del vescovo Adalgerio Villalta (cimelio monolitico del XIII secolo), dal monumento funebre di Matteo Bellati, protomedico veneziano, opera di Tullio Lombardo, da un altare barocco che custodisce una pala settecentesca di Antonio Lazzarini e da un crocifisso ligneo intagliato probabilmente da Vittore Scienza e dipinto da Lorenzo Luzzo.

L'abside principale è tardo gotica, poligonale, inclinata rispetto all'asse dell'edificio, forse a simboleggiare il capo reclinato del Cristo crocifisso. Conserva la monolitica cattedra vescovile di Adalgerio da Villalta (XIII secolo). Al centro il crocifisso ligneo attribuito all'intagliatore feltrino Vittore Scienza forse dipinto da Lorenzo Luzzo. L'altare maggiore, barocco, espone una pala del XVIII secolo opera di Antonio Lazzarini raffigurante la Vergine Assunta e San Pietro apostolo.

La cappella del Santissimo Sacramento posta a nord del presbiterio, conserva il sepolcro dei vescovi voluto dal vescovo Bartolomeo Gera nel XVII secolo ed è abbellita da alcune grandi tele di Giovanni Volpato da Bassano. La cappella di San Michele Arcangelo a sud del presbiterio è inserita alla base del campanile trecentesco. Contiene una tela dedicata all'arcangelo Michele in atto di cacciare i demoni lavoro di Agostino Ridolfi. L'altare conserva le reliquie di San Fedele martire.

La cripta ripartita in tre navatelle risale alla seconda metà dell'XI secolo ed è dotata di un affresco opera di Marco Da Mel (o Marco Damello).

L'organo del 1767 è opera del maestro organaro veneto Gaetano Callido.

Note

  1. ^ Ritrovamento della statua di Esculapio e dell'ara di Anna perenna
  2. ^ Sergio Claut, La Cattedrale di Feltre, Feltre, Parrocchia di San Pietro Apostolo Feltre, 1996.

 

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